Nelle società contemporanee si parla spesso di diritti. Il diritto alla libertà, all'uguaglianza, alla dignità e alla tutela della propria identità rappresenta una conquista fondamentale della civiltà. Tuttavia, esiste un'altra faccia della stessa medaglia, di cui si parla meno: i doveri.
È relativamente facile rivendicare ciò che la società deve garantire a noi. È più difficile accettare ciò che noi dobbiamo alla società e agli altri. Se ogni individuo pretende diritti senza riconoscere responsabilità, il principio dell'uguaglianza rischia di trasformarsi in una semplice lista di richieste individuali.
Ogni comunità, infatti, richiede reciprocità. Se chiedo di essere rispettato, devo rispettare gli altri. Se rivendico la mia libertà, devo riconoscere che anche gli altri sono liberi. Se pretendo protezione dalla legge, devo accettare di rispettare le leggi che valgono per tutti. L'uguaglianza, quindi, non significa soltanto ricevere lo stesso trattamento: significa anche essere sottoposti alle stesse responsabilità fondamentali.
Questo diventa particolarmente importante quando si parla di differenze. Una società può riconoscere la diversità degli individui senza trasformare ogni differenza in un conflitto politico. Ma perché ciò sia possibile, è necessario che esista un principio di reciprocità: la propria identità può essere difesa, purché ciò non significhi negare agli altri la possibilità di difendere la propria.
Il rischio nasce quando il linguaggio dei diritti viene separato completamente da quello dei doveri. In quel caso l'individuo può iniziare a considerare la società come qualcosa che deve continuamente concedere, proteggere e garantire, dimenticando che la società è composta dagli stessi individui che avanzano tali richieste.
Una comunità solida non si costruisce soltanto chiedendo: “Che cosa mi spetta?”. Deve esistere anche la domanda opposta: “Che cosa sono disposto a fare per gli altri e per la comunità di cui faccio parte?”
Diritti e doveri sono quindi inseparabili. I diritti proteggono la persona dal potere arbitrario e garantiscono la sua dignità; i doveri impediscono che la libertà individuale si trasformi in indifferenza verso gli altri. Senza diritti, l'individuo può essere oppresso, ma senza doveri la convivenza rischia invece di diventare una competizione permanente tra pretese individuali.
L'uguaglianza, alla fine, non dovrebbe essere intesa come la promessa che tutti riceveranno necessariamente le stesse cose o otterranno gli stessi risultati. Può essere intesa, più concretamente, come un principio di reciprocità: stessi diritti fondamentali, ma anche responsabilità fondamentali condivise.
Perché chiedere ciò che ci spetta è certamente importante. Ma una società diventa davvero adulta quando i suoi membri sono capaci di chiedersi anche che cosa spetta a loro fare.

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